“Con Pinuccio Sciola nacque un’amicizia speciale, essendo entrambi amanti della scultura, facevano tanti progetti e avevano tante idee artistiche in comune. Si sedevano e discutevano delle varie tecniche per ore. Si intrattenevano in un discorso che, diciamo, non era campato in aria, ma era molto profondo. Siamo nei primi anni Sessanta. Di cosa parlavano… avevano delle strategie per il futuro”.

“Donnina che fa la farina”, (1967), scultura in tufo, h8 cm – Ø 15 cm. Collezione Sig.ra Giovanna Zoccheddu.

   “Mi ricordo che una volta lei voleva fare delle sculture in cemento e discutevano anche di queste cose, del futuro e di quello che avrebbero fatto. Negli anni 1964 – 1965 ero a Firenze. Lì, con Sciola, avevamo preso insieme una camera ammobiliata di fronte al teatro Verdi, lui aveva continuato al Liceo artistico statale di Porta Romana e io all’Università di Architettura. Poi, finiti gli studi, Pinuccio è partito in giro per il mondo e ogni tanto veniva a trovarmi a Firenze, era molto determinato su quello che voleva fare”.

Arch. Peppetto Camarda – Intervista alla famiglia della gallerista Mariangela Pippia, 2023