La mostra – 2023

Zia Veronica nel passato e nel presente di Zeddiani

Con il suo temperamento dolce ma deciso, la sua generosità e la determinazione ad assecondare la sua innata passione per l’arte, ha conquistato un posto nel cuore di coloro che l’hanno conosciuta e che hanno avuto modo di apprezzarla come persona e come pittrice.
Tutto ciò ha fatto sì che dopo la sua scomparsa nascesse nella comunità zeddianese il desiderio di mantenere vivo il suo ricordo, di omaggiare la sua memoria dedicandole una giornata in cui poter ammirare gran parte del suo patrimonio artistico che normalmente non è fruibile.
La celebrazione dell’arte e della personalità di Veronica Serra è un impulso che viene dal profondo, dal sentimento delle tante persone che si uniscono per dimostrarle la stima e l’apprezzamento che si è conquistata durante la sua lunga, serena e fruttuosa esistenza.
È motivo d’orgoglio, per me e per la nostra comunità, vivere nel paese che ha dato i natali a colei che ad oggi è considerata un nome di spicco nel panorama artistico sardo naïf, che è sempre più conosciuto anche a livello nazionale.

Il Sindaco

Claudio Pinna

Una vita di arte, genuinità e passione

Veronica Serra nacque in un’epoca in cui, è sempre bene ricordarlo, l’arte non era per le donne e le donne non erano per l’arte.
Per lei non fu così. Figlia del suo tempo, perfettamente a suo agio in quello che era il suo ruolo predefinito all’interno della società, ha semplicemente seguito il suo istinto, la sua inclinazione naturale, la sua enorme passione, guidata unicamente dal suo carattere dolce e generoso, ma anche dotata di una libertà di pensiero e di espressione non comuni.
Per i suoi compaesani Veronica era sì una donna un po’ speciale, con un qualcosa in più, ma questa sua peculiarità è stata sempre accettata in maniera serena e naturale, poiché lei stessa non aveva un’immagine di sé diversa da quella delle altre donne.
A Veronica, per poter emergere come artista, è bastato essere se stessa, vivere il suo dono con la naturalezza tipica di chi ha trovato la sua giusta collocazione e il suo piccolo spazio nel mondo, e da lì ha dato il suo contributo, ha lasciato un segno, anche per le generazioni a venire.

L’Assessore alla Cultura

Cristina Dessì

La festa del centenario

Quest’anno, col Centenario della nascita di Zia Veronica, la Pro Loco di Zeddiani rinnova il proprio impegno nell’organizzazione degli eventi in memoria della nostra artista, ma lo fa con maggiore determinazione e un’emozione particolare.

Zia Veronica, infatti, con la sua arte popolare e comunicativa è riuscita a rappresentare la nostra comunità con semplicità e grandezza allo stesso tempo e, diventando interprete di quei valori e di quelle tradizioni che non sono solo della nostra comunità,
è riuscita a rappresentare l’intera Isola. Ringraziamo l’Amministrazione di Zeddiani per averci affidato questo importante incarico in occasione di una ricorrenza unica e speciale.
Il nostro proposito è quello di realizzare al meglio i festeggiamenti per la popolazione del paese e per i turisti che, in numero sempre crescente, avendo conosciuto Zia Veronica e il suo lavoro, partecipano numerosi alle Vie dell’arte naïve.

Auguri, Zia Veronica! Attrus annus in saludi!

Il Presidente della Pro Loco

Giovanni Antonio Zireddu

Un secolo d’arte naïve

Veronica Serra (1923-2018) nasce a Zeddiani, vive e lavora nella sua casa in via Cesare Battisti. Il 2 settembre 2023 il suo paese ha festeggiato il Centenario della sua nascita e il suo primo secolo d’arte: arte naïve, al femminile, come il suo pensiero libero. Sin da bambina, Veronica dipinge su molteplici supporti occasionali, scolpisce, decora la propria casa, realizza disegni per i compaesani, soprattutto fiori e danze tradizionali, che servono come modelli per il ricamo di corredi e di tappeti. Sperimenta di tutto con ciò che ha a disposizione, realizza da sé i pennelli e per colorare usa carbone, vernici, smalti e materie naturali.

Ha inseguito instancabilmente il suo sogno e firmato i suoi primi lavori pittorici col solo nome di battesimo, Veronica. Poi, cambiando la firma, diventa Zia Veronica e manifesta con decisione una nuova consapevolezza di sé e della propria arte: dal supporto in cartone e masonite passa alle tele e utilizza con disinvoltura la tecnica a olio. Si notano un affinamento graduale delle tecniche e un nuovo ordine nell’orchestrazione compositiva che presuppongono una svolta, un incontro importante, un’immersione nell’arte, quella vera, ufficiale.  

Negli anni ’60, il dottor Eligio Camarda, medico di Zeddiani, nota il talento creativo di Veronica Serra e lo segnala alla moglie, la gallerista Mariangela Pippia, conosciuta come Lina. Lei vuole conoscerla, la incoraggia a continuare a dipingere e scolpire presentandole artisti, critici e collezionisti che gravitano attorno alla sua galleria oristanese. La galleria d’arte ha un nome evocativo, La colonna, che ben rappresenta la singolarità e il coraggio di una donna nel contesto culturale ancora “tiepido” e  periferico di una città che diventerà capoluogo di provincia soltanto nel 1974.

Sarà lei a dare ufficialità al percorso artistico di Zia Veronica organizzando la sua prima mostra a Sorgono nel 1966, promuovendone la crescita e l’autocritica anche attraverso le frequentazioni con artisti del calibro di Foiso Fois, ma soprattutto esortandola a coltivare la propria originale vena creativa. Zia Veronica, dal canto suo, conserverà sempre quei valori di purezza e autenticità tipicamente naïve e quell’umiltà d’animo che ne ha segnato la vita e l’arte anche nei momenti bui dell’esistenza, quando, solo dal basso della terra e con gli occhi limpidi, si può scorgere interamente il grandioso scintillio del cielo.

 

 

Il direttore artistico
Paolo Sirena

Sul filo della memoria (1923-2023)

Se l’identità di una comunità si costruisce nel tempo e si tramanda attraverso tradizioni e valori, lingua e costumi, musica e arte, in Sardegna l’arte di Zia Veronica, con la sua particolare interpretazione della dimensione umana, ne è diventata un veicolo privilegiato, riassumendone gli aspetti più significativi per consegnarli alle future generazioni e mantenere vivo il legame con le proprie radici culturali e religiose.

È un’arte naïve. Non rientra nelle grazie estetiche e compositive dell’arte ufficiale ma neanche nell’alveo dell’espressione artigiana, pur condividendone quella radice linguistica che inganna con la sua prospettiva aperta, allusiva, ma di segno diverso. L’arte di Zia Veronica prende da entrambe e si ritaglia un proprio spazio per raccontare la sua Sardegna, il mondo agro-pastorale e i suoi valori, i luoghi affettivi e le impressioni suscitate dagli incontri e dagli eventi.

Nella sua vasta produzione, l’intonazione delle opere è serena e distesa, epurata dai conflitti che rimangono sempre al di fuori della cornice narrativa. Prevale una visione semplice, quasi mistica della vita, in cui è il senso del sacro a permeare ogni scena e a infondere nell’uomo i ritmi di una vita ancora naturale, ancora umana. Nella sua arte si ritrovano anche quei ritmi “circolari” propri della tradizione orale che, con formule ripetitive, veicolava miti e leggende ma anche conoscenze e saperi pratici di vitale importanza. Ripetere per conoscere, ricordare e, infine, per tramandare ai posteri, secondo un processo che si rinnova impercettibilmente a ogni ciclo, da una generazione all’altra.  

La maggior parte dei suoi estimatori voleva incontrarla personalmente, nella sua casa, per parlare con lei, cercando di scorgere anche nel contesto ambientale e paesano le similitudini con i luoghi della propria infanzia. Rimanevano tutti affascinati da quel mondo da lei descritto che riemergeva con semplicità e freschezza, con quelle figurine e ambientazioni ritagliate nei ricordi personali che, di fatto, si inscrivevano comodamente negli spazi della memoria collettiva. E, mentre stringeva le sue timide relazioni, come un’abile artigiana, Zia Veronica intrecciava la sua vita alle loro e le cuciva insieme, con lo stesso filo, nei suoi tessuti di antica umanità.

La curatrice artistica
Flaminia Fanari

CONCORSO DI PITTURA ESTEMPORANEA "OMAGGIO A ZIA VERONICA"

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