La seconda opera di proprietà del sig. Enrico Contini è un omaggio alla figura di un grande scrittore. “Giulio Angioni amava questo posto, ci veniva, partecipava alle manifestazioni e conosceva bene l’isolotto. Lo conobbi quando stavo preparando una manifestazione a Sa Illetta, nella ex Fattoria Balletto, e avevo trovato un suo piccolo scritto di prefazione in un libro dedicato alla laguna di Santa Gilla” racconta il sig. Contini.

“Natività sarda”, (1995), olio su tela, 120×100 cm. Collezione Enrico Contini, Sa Illetta, Cagliari.

   La scena del quadro è ambientata tra lo stagno e l’isolotto di Sa Illetta che, per le numerose corrispondenze, seppur mai confermate, sembrano aver fatto da sfondo alle vicende narrate da Giulio Angioni nell’ultimo lavoro “Sulla faccia della terra”. Il sig. Contini rimase a tal punto affascinato da un passo del romanzo «in cui un personaggio, per sfuggire al massacro, si nascose sotto lo stagno respirando con delle canne» da chiedere a Zia Veronica di raffigurare il soggetto assieme al cane Dolceacqua, cosiddetto perché scovava le fonti di acqua dolce nello stagno, e dare a quest’ultimo le sembianze del suo amato cane fonnese Grizzly.

(Intervista a Enrico Contini, 2023)