“Lei per noi era semplicemente nostra madre, all’inizio non la consideravamo un’artista. Però l’ho sempre aiutata, le portavo le pietre per le sculture, gliele preparavo e, quando per esempio dipingeva ancora su masonite, ne lavoravo il fondo, perché il legno della masonite andava preparato prima con uno strato di impregnante e poi levigato per renderlo liscio e poterci dipingere”.

Paesaggio col fiume, (anni ’60), olio su masonite, 120×90 cm. Collezione Mariella Camarda-Cauli, Putzu Idu, San Vero Milis.

   “Ci ricordiamo che [Gino Covili]era una persona anziana, ma era molto contento di essere venuto a trovare mamma. Non mi ricordo con chi fosse venuto, ma solo che sono rimasti tantissimo tempo a parlare con lei e addirittura lui le aveva fatto un ritratto mentre stava seduta dall’altra parte della strada. Da qualche parte dovremmo avere anche questo disegno, questo schizzo”.

(Gabriele  Zoccheddu – Intervista ai figli di Zia Veronica e al nipote Daniel Firinu, 2023)